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LE SETTE PAROLE DI GESU’ CRISTO SULLA CROCE di Luigi Bottazzi (i canti del Venerdì Santo)
a cura della Associazione Rinnovamento Carismatico SERVI DI CRISTO VIVO Gruppo di Pizzo
INTRODUZIONE I canti riportati nella presente pubblicazione vengono ripetuti da tempo immemorabile, nella serata del Venerdì Santo durante il rito detto “IN MORTE DOMINI”, tutti gli anni nella Chiesa di San Giorgio Martire di Pizzo (VV). Essi sono intervallate con le Prediche di Passione durante le quali il Padre Predicatore rivive la Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Al loro termine viene avviata, con partenza da San Giorgio, la Processione che senza ombra di dubbio raccoglie il maggior numero di fedeli e precisamente la Processione dell’Addolorata.
1° - Gia confitto in duro legno.
Già con-fit-to Già con-fit-to in du-ro le-gno
Dal - l’in-de-gno Dal - l’in-de-gno Po-pol ri-o,
La gran-d’Al-ma l’uo-mo Di-o sta sul Gol-go-ta a spi-rar sta sul Gol-go-ta a spi-rar
Voi che a lui………………………………………….. fe-de-li sie-te, non per-de-te no i mo-men-ti
Di Ge-sù gli ul-ti-mi ac-cen-ti Deh!ve-ni-te ad ascol-tar Non per-de-te no i mo-men-ti
Di Ge-sù gli ul-ti-mi ac-cen-ti
Deh! ve-ni-te Deh! ve-ni-te Deh! ve-ni-te ad ascol-tar
Deh! Ve-ni-te ad ascol-tar
2° - Di mille colpe reo.
Di mil-le col-pe re-o Lo so, Si-gnor, Lo so-no, non me-ri-to per-do-no, Né più il do-vrei spe-rar.-
Di mil-le col-pe re-o Lo so, Si-gnor, io so-no, non me-ri-to per-do-no, Né più il do-vrei sperar
Ma sen-ti quel-la vo-ce che per me pre-ga, e po-i,
La-scia La-scia Si-gnor se puo-i, la-scia di per-do-nar,
Ma sen-ti quel-la vo-ce
Ma sen-ti quel-la vo-ce Che per me pre-ga, e po-i,
La-scia Si-gnor se Puo-i, la-scia di per-do-nar
La-scia Si-gnor se Puo-i, la-scia di Per-do-nar
3° - Quando morte coll’orrido artiglio.
Quan-do mor-te coll’or-ri-do ar-ti-glio
La mia vi-ta La mia vi-ta a pre-da-re ne ven-ga, Quan-do mor-te coll’or-ri-do ar-ti-glio La mia vi-ta a pre-da-re ne ven-ga,
Deh! Si-gnor ti ri-cor-da di me, Deh! Si-gnor ti ri-cor-da di me, di me, di me.
Tu m’as-si-sti nel Fie-ro pe-ri-glio, E de-posta E de-po-sta La squal-li-da salma,
E de-po-sta la Squal-lida salma Venga l’al-ma a Re-gna-re con te, con Te. Sign-or Ven-ga l’al-ma a Re-gna-re con te.
Deh! Si-gnor ti Ri-cor-da di me.
4° - VOLGI DEH! VOLGI A NOI IL TUO CIGLIO.
Vol-gi deh! Vol-gi a me il tuo ci-glio,
Ma-ri-a pie-to-sa, Ma-ri-a pie-to-sa,
Poi-chè a-mo-ro-sa
Me qual tuo fi-glio De-vi guar-dar…………………… De-vi guar-dar.
Di tant’o-on-re De-gno mi ren-di, Nel san-to a-mo-re
Tu il cor m’ac-cen-ti, Né un so-lo i-stan-te fred-do in-co-stan-te
Ah! No, no, non fi-a che Te, o Ma-ri-a, La-sci io d’a-mar La-sci io d’a-mar La-sci io d’a-mar
5° - DUNQUE DAL PADRE ANCOR.
Dun-que dal Pa-dre an-cor ab-ban-do-na-to sei, Signor, se in-dot-to t’ha l’a-mor A que-sto,
o buon Ge-sù, o buon Ge-sù.
Ed io coi fal-li mie-i, Per mi-se-ro gio-ir Po-trot-ti ab-ban-do-nar? Ed io coi fal-li mie-i, Per mi-se-ro gio-ir
Po-trot-ti ab-ban-do-nar? Po-trot-ti ab-ban-do-nar?
Piut-to-sto o Dio mo-rir! Non più non più peccar………………………………. Non più! peccar Non più! Non più! peccar Non Più!
VI – QUAL GIGLIO CANDIDO.
Qual gi-glio can-di-do al-lor che il cie-lo ne-ga-gli Il fre-sco u-mor, il ca-po lan-gui-do po-sa ta-lor, ta-lor.-
Fra mil-le spa-si-mi tal pu-ro san-gue di se-te la-gna-si il Mio Si-gnor. Si-gnor
Di se-te la-gna-si il Mio Si-gnor. Si-gnor.
O-vè quel bar-ba-ro che men-tre ei lan-gue, il re-fri-ge-rio Di po-che la-gri-me il re-fri-ge-rio Di poche la-gri-me Il re-fri-ge-rio Di po-che la-gri-me gli ne-ghi an-cor?
Gli ne-ghi an-cor Il re-fri-ge-rio di po-che la-gri-me
Fra mil-le spa-si-mi tal pu-ro san-gue Di se-te la-gna-si il Mio Si-gnor Il mio Si-gnor Di se-te la-gna-si il Mio Si-gnor.
Di se-te Di se-te La-gna-si il mio Il mio Si-gnor.
Di se-te Di se-te La-gna-si il mio il mio Si-gnor.
Il mio Si-gnor Il mio Si-gnor
VII- L’ALTA IMPRESA.
L’alta impresa è già compiuta e Gesù col braccio forte degli abissi della morte, vincitor precipitò.
Chi ha le colpe eh! mai ritorna, della morte brama il regno,
e di quella vita indegno che Gesù ci ridonò.
L’alta impresa è già finita e Gesù col braccio forte negli abissi della morte vincitor precipitò.
Chi ha le colpe eh! mai ritorna, della
morte brama il regno, e di quella vita indegno che Gesù ci ridonò. Che Gesù ci ridonò.
8°- GESU’ MORI’.
Ge-su mo-rì, mo-rì Ri-co-pre-si di ne-ro am-man-to il cie-lo,
I du-ri sas-si spez-zan-si, Si squar-cia il sa-cro ve-lo,
E l’u-ni-ver-so at-to-ni-to com-pian-ge il suo Si-gno-re! com-pian-ge il suo Si-gno-re!
Ge-su mo-rì, mo-rì! in-sen-si-bi-le in mez-zo a tan-to duo-lo, più di ma-ci-gni, stu-pi.do re-ste-rà l’uo-mo so-lo, Che coi suoi fal-li o-ri-gi-ne fù del co-mun do-lor?...................................
fu del co-mun do-lor?
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