*
Leo Jozef
Suenens, testo tratto da: Ecumenismo e Rinnovamento Carismatico.
Orientamenti
Teologici e Pastorali, secondo "Documento di
Malines"
(Tratto da:
Leo Jozef Suenens, Ecumenismo e Rinnovamento Carismatico. Orientamenti
Teologici e
Pastorali, secondo "Documento di
Malines", Ed. Paoline, Roma 1978).
"[...] Il Rinnovamento è
una grazia per la Chiesa di Dio a più di un titolo, ma lo è assai
particolarmente a titolo ecumenico.
Infatti, il Rinnovamento,
per la sua origine stessa, già invita al ravvicinamento dei cristiani
assai lontani gli uni dagli altri, dando loro come terreno di incontro
privilegiato una fede comune nell'attualità e nella potenza dello Spirito
Santo. Il Rinnovamento nello Spirito è una nuova accentuazione,
un'insistenza sul ruolo e sulla presenza attiva e manifesta dello Spirito
Santo in mezzo a noi. Nella Chiesa non si tratta di una novità, ma di una
presa di coscienza accresciuta di una Presenza tanto spesso sfumata ed
implicita. Tale “risveglio” ci viene, storicamente, dal Pentecostalismo
classico, come pure da quello che si è convenuto di chiamare
Neo-pentecostalismo. Tale riconoscimento di debiti che poniamo all'inizio
di queste pagine non misconosce di quanto siamo debitori alla tradizione
orientale, sempre così sensibile al ruolo dello Spirito Santo: durante il
Vaticano II i Padri conciliari non hanno cessato di sottolinearlo [...].
Il Rinnovamento nello Spirito, di cui oggi siamo testimoni, si presenta
come un avvenimento spirituale sostanzialmente simile nella maggior parte
delle Chiese e denominazioni cristiane. Si tratta di un avvenimento
spirituale idoneo a ravvicinare i cristiani [...]. A numerosi cristiani
che ne fanno l'esperienza, oggi il Rinnovamento Carismatico appare come un
esaudimento, tra tanti altri, di questa audace speranza ecumenica del
Concilio. È permesso pensare che il Rinnovamento si pone tra gli impulsi
futuri dello Spirito che il Concilio confusamente prevedeva. La storia
della Chiesa è fatta di queste mozioni e imprese dello Spirito che,
periodicamente, vengono a rivitalizzare la Chiesa. Il Rinnovamento si
inserisce nel prolungamento della corrente di grazia che fu e rimane il
Vaticano II [...].
Il Rinnovamento Carismatico
è una grazia di predilezione per la Chiesa del nostro tempo. Esso ci
interpella tutti, pastori e fedeli, e ci invita ad intensificare il vigore
della nostra fede e a suscitare nuovi modelli di vita cristiana, in
condivisione fraterna, ad immagine del Cristianesimo della Chiesa
primitiva.
Nella crisi che stiamo
attraversando, questa grazia, per molti cristiani, assume un ruolo di
supplenza per nutrire la loro vita religiosa, laddove la nostra liturgia
manca troppo spesso di anima e di vita, la nostra predicazione di potenza
nello Spirito, la nostra passività ha bisogno di coraggio apostolico
[...]".
* Omelia
di S.E.R. il card. C.M. Martini nella celebrazione eucaristica di apertura
per la XI Convocazione Nazionale del RnS [Rimini 22 aprile 1988], in
Rinnovamento nello Spirito Santo, luglio/agosto 1988).
(Dall'Omelia
di S.E.R. il card. C.M. Martini nella celebrazione eucaristica
di apertura per la XI Convocazione Nazionale del RnS [Rimini 22 aprile
1988],
in Rinnovamento nello Spirito Santo, luglio/agosto 1988).
"[...] Sorge qui la domanda:
in che consiste questa maturità spirituale? Che cosa è richiesto dal cammino
ormai quindicennale del Rinnovamento nello Spirito?Questo è il segreto di
Dio e ve lo dirà il Signore.Ma noi possiamo chiederci ugualmente, partendo
dai testi delle Scritture, quale sia il modo di santità a cui sono chiamati,
oggi, anche i più semplici e umili tra noi. E io, con le stesse parole delle
Scritture e con il coraggio che mi viene soltanto dalla parola di Dio, lo
esprimerei sinteticamente così: la maturità spirituale è crescere nella
carità con tutti i suoi frutti. Nel linguaggio giovanneo, è crescere nella
coscienza di tralcio attaccato alla vite; come tralcio che è parte della
vite, che cresce dalla vite, nella vite e con la vite.
Guai al tralcio che o si stacca dalla vite o si blocca nella sua crescita (cfr.
Gv 15,1-6)!Questo comporta due aspetti:
- il primo,
negativo, è di non bloccarsi nella crescita, di non restare al di qua
del guado di Cafarnao;
- il secondo,
positivo, è di crescere con la vigna, nella vigna, dalla vigna,
insieme alla vigna intera [...].
1. Crescere anzitutto nella
conoscenza e nell'amore della vigna che è lo stesso Gesù morto e
risorto, nostra vita e Signore delle nostre vite.
2. Crescere nella
conoscenza, amore e stima di quella vigna che Dio stesso ha piantato e
per la quale Gesù è morto, cioè la santa Chiesa visibile, unita attorno al
Papa, sotto la guida dei vescovi, amando ognuno e ciascuno dei più piccoli
fratelli di essa.
3. Crescere nella
conoscenza della Parola di Dio, studiata e approfondita secondo i
criteri della Dei Verbum (capitoli III e VI), imparando a prendere la
Scrittura come un insieme, come la rivelazione di un unico disegno di
Dio sulla Chiesa e non come una semplice raccolta di parole staccate.
4. Crescere nell'interiorità
della fede e della preghiera, imparando a fare una graduale economia dei
segni esteriori e sensibili a favore di una preghiera interiore, di una
adorazione umile e silenziosa.
5. Crescere nella forza
evangelizzatrice che non viene dal gridare “Signore, Signore” ma,
anzitutto, dal fare la volontà del Padre che è nei cieli: “Vedano le vostre
opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (cfr. Mt 5,16:
questa è la prima evangelizzazione!).
6. Crescere nell'attenzione
al contesto sociale, culturale e politico in cui la Chiesa opera,
favorendo sempre più i gesti di prossimità concreta verso i più bisognosi
.7. Crescere nella
delicatezza delle espressioni delle preghiere private e pubbliche, non
in commotione Domini. Crescere cioè nella dolce sensibilità del tocco
leggero e soave della preghiera e dei gesti, nella delicatezza delle
espressioni corporee, nella gioia intima e profonda, pudica e rispettosa,
che non si esibisce ma, piuttosto si nasconde ed effonde soltanto una minima
parte del suo ricchissimo tesoro interiore. Così sarà più facile far
percepire ad altri, dal tenue profumo, la ricchezza del fiore nascosto e
coltivarlo con attenzione anche nel proprio cuore.
8. Crescere nel dolore dei
propri peccati; piangere per i peccati del mondo; contemplare senza
sosta Cristo crocifisso; entrare nelle sue ferite e in quelle dell'umanità
ferita e farsene carico come il buon Samaritano.
Se frutto del Rinnovamento
nello Spirito sarà, anzitutto, il suscitare nella Chiesa intera, fino agli
strati più semplici del popolo di Dio, presso tutti i laici, la gioia della
lode, la lode spontanea, gratuita, nata dalla contemplazione del Signore
crocifisso e risorto, e dalla misericordia di Dio per l'umanità perduta,
tale lode potrà invadere tutte le Chiese e le parrocchie della terra quanto
più sarà semplice, composta, rispettosa, autentica. Essa, allora, contagerà
sempre più e cresceranno le comunità capaci di spezzare il pane con letizia
e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.
Il Signore aggiungerà alla comunità un sempre maggior numero di salvati (cfr.
At 2,46-48).
Ma la gioia della manna,
l'alimento che “manifestava la dolcezza di Dio verso i suoi figli” (cfr. Sap
16,21), è dunque da lasciare cadere del tutto in vista di una lode puramente
spirituale? Gesù non ha condannato la manna del deserto, anzi ha
moltiplicato lui stesso i pani; però ci ha insegnato, nel discorso di
Cafarnao, a cercare e gustare, a partire dalla manna e al di là di essa,
quel frutto dello Spirito che è “amore, gioia, pace, pazienza,
benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22).
Gesù ci insegna a capire come
il vero pane del Cielo è lui. Sei tu, Signore, il pane del Cielo, sei tu che
dai lo Spirito, il Pane e lo Spirito che effonde nei cuori la carità
.A queste cose occorre
anzitutto aspirare.Sono esse che hanno una irradiazione gioiosa e
contagiosa.
Gli altri carismi sono tappe
intermedie, oasi nel deserto, stazioni di passaggio, aiuti per il cammino,
manifestazioni per l'utilità; ma non sono un punto di arrivo, non sono la
Terra Promessa, non sono lo stesso Cristo Signore, unico premio di coloro
che lo cercano [...]".